Aprile tra libri e film
Un po' di consigli di visione e lettura per sopravvivere a questa primavera
Buon Aprile a tutte care e cari Flaneuse,
la primavera è sbocciata in questi tempi complicati e di guerre che mi preoccupano non poco.
Però noi andiamo avanti stoicamente, almeno io provo a farlo, rimanendo salda al principio di Seneca secondo cui non esistono mali tanto grandi da non poter continuare a coltivare la speranza. E in effetti nella mitologia greca Elpis, la speranza, è il dono che resta nel vaso di Pandora come unico antidoto ai disastri del mondo.
Il problema è continuare a crederci a questa benedetta speranza. In questa contemporaneità complicata in cui io invecchio e invecchiando, come dice Alba de Céspedes in Quaderno Proibito, la speranza su di sé si accorcia. Me ne sono resa conto da quando ne ho compiuti 40: quel senso di aspettativa, di slancio, di immaginazione verso il futuro mi è sempre più difficile da coltivare. Nonostante ci provi tutti giorni, nonostante cerchi di non deprimermi troppo quando, dopo giorni di sole, ritorna la pioggia (come in questo momento in cui sto scrivendo questa newsletter).
Pensavo a tutte queste cose vedendo in anteprima Margo ha problemi di soldi, la serie che è approdata su Apple il 15 aprile, tratta dal romanzo delizioso di Rufi Thorpe.
Ho letto Margo ha problemi di soldi nell’estate del 2024, quando è uscito in Italia, attratta dal titolo e dalla copertina che rappresenta una ragazza distrutta su un divano. Io non ero più una ragazza, ma mi sentivo ugualmente distrutta dalle faticose gioie della maternità. Mio figlio aveva appena compiuto 2 anni, eravamo in vacanza a Malta ed ero in quella fase in cui, da mamma brand new, certificavo che l’era del relax e delle “vacanze per me” era ufficialmente finita.
È la storia di una ventenne californiana dalla vita abbastanza disastrata: una madre che l’ha cresciuta da sola e che è piuttosto instabile, un padre famoso ex wrestler in crisi esistenziale con cui non ha mai avuto un vero rapporto. L’unica sua speranza sta nella scrittura. Lì c’è il suo daimon e il suo destino, certificato anche da Mark, il suo professore universitario che, oltre a incoraggiarla, la mette incinta per poi sparire. Da lì inizia una parabola divertente e dolceamara: Margo, che decide di tenere il bambino, viene cacciata dal ristorante in cui lavora e dalla casa condivisa con i coinquilini, che non reggono le urla di un neonato.
Per provare a sbarcare il lunario si iscrive a OnlyFans con esiti altalenanti. Nel frattempo il rapporto con il padre si consolida ed è forse la cosa più dolce del romanzo - e anche della serie, in cui è interpretato da Nick Offerman, uno dei personaggi più teneri anche di The Last of Us.
La serie tv con Elle Fanning e Michelle Pfeiffer nei panni della madre - ma che meraviglia Michelle Pfeiffer! - è deliziosa tanto quanto il romanzo, rendendo ancora più reali le difficoltà economiche e sociali in cui la vita di Margo imperversa.
Irresistibile il personaggio di Thaddea Graham, nei panni della compagna di stanza fanatica di wrestling che aiuta Margo a costruirsi un profilo sul social del sesso. I problemi arriveranno quando il padre del bambino si accorgerà come la madre paga le bollette e vorrà toglierle la custodia. Entra in gioco anche Nicole Kidman, nei panni di una mediatrice familiare fuori dalle righe.
Ma la cosa che mi è rimasta più impressa, nel libro come nella serie, è il rapporto tra Margo e il suo bambino e, in fondo, il rapporto di tutti questi adulti disperati con lui: suo padre, sua madre, ognuno che cerca a modo suo di rimettersi in piedi. Un rapporto vero e liberatorio, mai edulcorato. Stanco, scomposto, a tratti disperato
Margo ha problemi di soldi è una storia di povertà, maternità, fallimento. Ma soprattutto è un romanzo - e una serie tv - su come si sopravvive a se stesse (e se stessi), e su come, inaspettatamente, un bambino possa diventare il motivo per cui ci si rialza.
Ed è forse questa la risposta alla domanda con cui ho aperto: come si coltiva la speranza quando si invecchia e i grandi slanci sembrano sempre più lontani? Forse la speranza non è più quel fuoco giovane che proietta verso il futuro. Forse diventa qualcosa di più piccolo, quotidiano, noioso: il tuo bambino che ride come un pazzo quando gli fai l’imitazione di un dinosauro, un libro che ti sorprende, una storia come quella di Margo che ti ricorda che anche dal fondo ci si può rialzare, o comunque trovare dei motivi per divertirsi anche quando va tutto a scatafascio.
Elpis era l’ultima cosa rimasta nel vaso, la più fragile. Ed era quella che valeva di più.
E mi viene in mente quella bella poesia di Antonia Pozzi, che si intitola Prati, che ogni volta che la leggo mi fa venire i lacrimoni. Come mi sono venuti leggendola insieme nella passeggiata Flaneuse dello scorso sabato in cui abbiamo percorso la Milano di Alda Merini e Antonia Pozzi, in mezzo ai glicini e ai fiori.
Eravamo tante, piene di speranza.
È stato bello e vi ringrazio per tutto l’affetto e il supporto che mi date qui.
In questi tempi bui, è cosa preziosa.
Forse la vita è davvero
quale la scopri nei giorni giovani:
un soffio eterno che cerca
di cielo in cielo
chissà che altezza.
Ma noi siamo come l’erba dei prati
che sente sopra sé passare il vento
e tutta canta nel vento
e sempre vive nel vento,
eppure non sa così crescere
da fermare quel volo supremo
né balzare su dalla terra
per annegarsi in lui.
COSE DA VEDERE AD APRILE
Sappiamo tutti che il 29 aprile esce il Diavolo veste Prada 2 e come immagino molte di voi non vedo l’ora, anche se ho il terrore di venirne delusa. Come molte che si ritrovano a fare questo mio mestiere meraviglioso e disperato (la giornalista), devo annoverare tra le colpevoli delle mie scelte senza dubbio Andrea (anche Carrie, ma già volendo orientarmi sulla cultura sapevo che mai mi sarei potuta permettere una cabina armadio ripiena di Manolo Blahnik).
Avevo vent’anni quando è uscito, ora ne ho 40, in mezzo una vita di alti e bassi, social media, ChatGPT, podcast, divulgatori su Instagram che ti spiegano la qualunque e un mestiere stravolto.
Sono davvero curiosa di quello che ci racconteranno. Sperando di non sprofondare troppo nella nostalgia.
Ci sono però in sala dei film meno blasonati assolutamente da recuperare.
PROJECT HAIL MARY
E’ ancora nelle sale perché è stato un successo clamoroso di botteghino, da noi, ma anche negli Stati Uniti. Io l’ho visto sabato scorso in occasione dei Cinebookclub che organizzo al Cinema Colosseo di Milano- anche questi sono appuntamenti bellissimi soprattutto grazie a chi partecipa, alle cose intelligenti che dite, a come dimostrate quanto sia importante condividere le esperienze di visione perché amplificano sguardi e percezioni.
Il film con Ryan Gosling mi è sembrato davvero la pellicola di fantascienza di cui non sapevamo di avere bisogno. Una storia che infonde speranza negli incontri, che intenerisce, fa commuovere, usa un linguaggio vintage – guarda ad Et, Incontri ravvicinati del terzo tipo etc - ma con un atteggiamento nuovo. È certamente un film “per tutti”, ma evviva i film per tutti, che ci fanno credere che possa esistere l’amicizia tra un prof delle medie scassato con un maglione anni ’50 con la volpe, che viene mandato nello spazio per salvare il mondo e un granchione alieno di roccia, con un cuore grande così. Se non siete snob e volete uscire col buon umore super consigliato!
FINALE: ALLEGRO
Altro film che ho visto senza troppe aspettative, tratto dal romanzo “L’età ridicola” di Margherita Giacomino, regia di Emanuela Piovano, con Barbara Bouchet.
Un film che racconta la vecchiaia fuori dai clichè, con toni dolceamari e tenerezza, ma anche coraggio e mai buonismo. Karina è una pianista che ha sempre difeso il femminismo e il suo amore per Elena, pittrice che ha scelto di sposarsi e avere un figlio ma che a lei si è sempre sentita legata. Ora è vedova e le due possono coronare il loro grande amore, ma la malattia prende il sopravvento e cambia le prospettive di Karina che vengono ancora più smosse da Suliko, la sua cameriera di origini georgiane. Una storia di incontri, rapporti femminili, vita, morte, tempo che passa.
Cercatelo tra i vostri cinema davvero da non perdere.
LOVE ME TENDER
Altro film che esce il 23 aprile BELLISSIMO
Love Me Tender è un film sulle contraddizioni dell’essere madre, sulla difficoltà di integrare desideri, responsabilità e identità in una sola persona. Un film che prende a schiaffi il mito della madre perfetta per raccontare la verità di una donna imperfetta, come tutte e tutti, ma che è anche madre. Nella storia di Clémence, per quanto radicale ed estrema, ci siamo tutte noi.
La separazione tra Clémence e il marito Laurent sembra all’inizio serena, senza troppi problemi nella gestione della custodia del figlio Paul, otto anni. Avendo lasciato il lavoro da avvocata, Clémence si è data alla scrittura, al nuoto e alla scoperta dei rapporti con le donne. Proprio questo dettaglio fa inasprire tutto: Laurent, attraverso la manipolazione del bambino, la intrappola in un’odissea giudiziaria che le impedisce di vedere suo figlio se non sotto stretta supervisione. Quello che poteva sembrare un dramma sulla custodia diventa qualcosa di più ampio e più profondo: il ritratto di una donna intera, con i suoi amori, le sue scelte, le sue fragilità. Vicky Krieps la incarna con una presenza devastante, affiancata da una splendida Monia Chokri. La regista Anna Cazenave Cambet firma un’opera matura e coraggiosa. È tratto dal romanzo omonimo di Constance Debrè.
Sul film insieme alla casa di distribuzione Wanted abbiamo organizzato un CINECLUB il giorno 22 aprile.
LA PIU’ PICCOLA
Per chi cerca un film che affronta il conflitto tra identità, fede e desiderio senza semplificarlo in uno scontro. Fatima ha diciassette anni, è la più piccola di tre sorelle in una famiglia musulmana, studia filosofia a Parigi e porta dentro di sé tutto il peso di chi sta cercando di capire chi è, senza tradire nessuno, o almeno provarci. Hafsia Herzi, attrice di lungo corso e regista sempre più sicura, costruisce un racconto intimo e preciso, lontano da qualsiasi esotismo e da qualsiasi condanna. La giovane protagonista Nadia Melliti è una rivelazione - Miglior Attrice a Cannes, dove il film ha vinto anche la Queer Palm, e Miglior Attrice Emergente ai César 2026. Per chi sa che i film più politici sono spesso quelli che raccontano una sola persona che cerca, in silenzio, la propria strada.
Anche per questo farò un CINECLUB al Cinema Anteo, sabato 24 aprile alle 19.30.
LIBRI DA LEGGERE AD APRILE
Il mio comodino è invaso di nuove uscite, ve ne segnalo alcune.
La ragazza di Cinecittà – Silvia Cinelli
Filomena ha quattordici anni, lavora in un’osteria al Quadraro e vuole fare l’attrice con la determinazione concreta di chi non ha alternative romantiche. È il 1937, Cinecittà è appena nata, e lei trova il modo di entrarci. Silvia Cinelli conosce bene i meccanismi della narrativa di qualità: tiene il ritmo, costruisce personaggi che funzionano, usa la storia del cinema italiano come sfondo senza farne un museo. Sordi, Magnani, De Sica fanno da sfondo e offrono sostanza storica alla vicenda. Poi arriva la guerra e le carte si rimescolano.
Per chi vuole un romanzo storico che faccia immergere e scoprire cose nuove.
Il barattolo dei pastelli – Barbara Cortinovis
Per chi vuole un libro che costruisce il mistero senza effetti speciali, che non ha paura di guardare al cuore oscuro della preadolescenza, con un ritmo teso e una scrittura limpida che fa sentire gli adulti tutti responsabili di ciò che di orribile può accadere se non ci accorgiamo in tempo, come nella serie tv Adolescence. Insomma, per genitori, insegnanti e chiunque si occupi di bambini e ragazzi è una mazzata, ma scritta molto bene. La storia ruota attorno a Renata che è una donna fragile e tenace, che colleziona piccole cose senza importanza con la cura di chi sa trovare bellezza dove gli altri non guardano. Fa le pulizie in casa di un’anziana, ma un tempo era bidella in una scuola, un lavoro che amava, una quotidianità a contatto con i ragazzi che le calzava come un guscio imperfetto ma suo. Le piaceva anche Alessio, professore d’Arte enigmatico, con cui aveva stretto più di un’amicizia. Poi un giorno è cambiato tutto: Renata si è ritrovata nell’atrio con in mano una pistola ancora calda, incapace di ricostruire gli eventi che forse aveva previsto ma non era riuscita a evitare. Da lì il romanzo torna indietro svelando a mano a mano piccoli dettagli che fanno la trama. Cortinovis scrive con una lingua precisa e misurata, svela i dettagli uno alla volta, e usa la scuola per quello che è… un posto dove si concentrano tutte le contraddizioni che gli adulti fingono di non vedere. Bullismo, solitudine, e il tentativo dell’arte di salvare ciò che forse non può essere salvato...
CON L’AUTRICE CI VEDIAMO IN DIRETTA SU INSTAGRAM LUNEDI’ 20 APRILE ALLE 18.
«L’ha scritto lei, ma…» – Johnny L. Bertolio
Per chi si è sempre chiesto perché sui banchi di scuola le scrittrici italiane siano praticamente invisibili. Bertolio offre una risposta rigorosa: il canone letterario italiano è stato costruito nell’Ottocento seguendo criteri precisi di genere, nazionalismo e potere, e da allora è rimasto sostanzialmente intatto. Nomi rimossi, opere cancellate, giustificazioni che si ripetono uguali da decenni. Non è un libro arrabbiato, è un libro preciso. Con prefazione di Maura Gancitano. Per chi vuole capire cosa non ha letto e perché.
Diffidare delle cucine pulite – Elisa del Mese
Quando incontra Bernardo, Beatrice ha trent’anni meno di lui ed è convinta di sapere moltissimo della vita. Sono molto diversi: lei un fiume in piena di parole e paure, lui una diga sicura della propria forza. Persone destinate a infrangersi senza mai toccarsi davvero e invece non possono fare a meno di perdersi l’uno dentro l’altra, con un amore tanto rivoluzionario da sembrare eterno. Poi Bernardo sparisce, senza spiegazioni e senza voltarsi indietro, lasciando Beatrice in un mare di ricordi e domande. Il romanzo comincia dalla fine, da una scatola, l’Archivio per la vecchiaia, che i due avevano riempito dei ricordi più luminosi. Ma come si misura il tempo quando non c’è più l’amore?Scritto per frammenti, senza cronologia, in un movimento continuo tra il trapassato sconvolgente e la quiete innaturale del dopo, il libro arriva a un’intuizione finale dolce come una carezza: se sappiamo lasciar fuori la delusione, i grandi amori sono per sempre.Per chi è stufo di leggere d’amore come se fosse un problema da risolvere e vuole ricordarsi che è soprattutto una cosa che ti travolge, che non ha risposte e spiegazioni. O forse le ha, ma ci siamo dimenticati quanto sia rivoluzionario buttarsi a capofitto, senza paracadute.
Buone letture. E a presto,
Marta









