Il genio nascosto dalla nebbia – Bookclub Flâneuse #5
Vita, mito, scrittura di Emily Brontë. E il vero segreto (forse) di Cime Tempestose
Una cosa è certa: Cime Tempestose non nacque da un’ispirazione improvvisa né da un amore segreto. Nacque da vent’anni di costruzione immaginativa: Gondal era l’officina di Emily, il luogo dove aveva affilato ogni strumento narrativo che avrebbe usato nell’unico romanzo che si decise a pubblicare. Cime Tempestose, con i suoi sentimenti portati all’eccesso, le sue passioni, la sua aurea di tragedia e vendetta, affondano le radici nella mente fervente e geniale di una ragazza che nel suo isolamento, alimentò il suo fervore letterario. Scrivendo, inventando, immaginando, costruendo il suo mondo fantastico, giorno dopo giorno.
Mentre si legge Cime Tempestose, la domanda che attanaglia ogni lettrice e lettore è: come ha potuto una ragazza vissuta all’inizio del diciannovesimo secolo, al suo primo romanzo, mai sposata, morta a trent’anni, introversa figlia di un parroco, che lasciò Haworth di rado, descrivere una passione così perversa e viscerale, un amore masochista, violento e delirante che continua ad attrarre e repellere generazioni di lettori?
La domanda non ha mai trovato una risposta definitiva, e forse non è destinata a trovarne. Quel che è certo è che intorno alla figura di Emily Brontë si è costruito, nel tempo, uno dei miti letterari più tenaci e affascinanti della letteratura mondiale. Un mito alimentato, paradossalmente, proprio dall’assenza: dalla scarsità di documenti, dall’oscurità biografica, dalla brevità della vita.
Dopo la sua morte, rimase alla sorella maggiore Charlotte l’ingrato compito di parare i colpi e rispondere a chi gridava allo scandalo, nel cuore dell’epoca vittoriana, in cui se la letteratura scritta da donne poteva avere residenza, lo era solo se fosse stata edificante e pura (tutto il contrario di Cime Tempestose insomma).
Nella prefazione di Cime Tempestose del 1850, quella in cui ammette che lo pseudonimo maschile di Ellis Bell è in realtà sua sorella, Charlotte Brontë parla di Emily come di un genio inconsapevole, una “nativa e figlia della brughiera” che non sapeva forse cosa stesse facendo. Charlotte assicura che Emily “non conosceva nulla di passione e amore in prima persona”, “più forte di un uomo, più semplice di una bambina, la sua natura era unica”. Possiamo crederci oppure no. Ma di certo questa definizione fa accrescere l’enigma. Se Emily non conobbe mai i sentimenti di cui parla, da dove nasce una storia così violenza, crudele, carnale e ossessiva?
La Brughiera brucia ancora – Bookclub Flâneuse #4
Cosa voleva raccontare davvero questa ragazza dello Yorkshire che ha rivoluzionato il romanzo inglese? Perché ci scuote ancora oggi dopo duecento anni?
Emily Brontë era un genio? Un mostro? Una ragazza con un segreto? È sempre Charlotte a bruciare le lettere e un secondo manoscritto della sorella, almeno così vuole la leggenda, eliminando ogni possibilità per i posteri di maggiore conoscenza. Perché? Per proteggere Emily, e forse se stessa? Perché così le era stato chiesto in punto di morte? Per invidia o paura di fronte a una mente così profonda, complessa, forse superiore alla sorella?
Ci sono studi, saggi, opere teatrali, film che si affannano in congetture, supposizioni, ricostruzioni.
Certo, intorno a lei c’erano per davvero le rocce sferzate dalla pioggia delle moors, gli inverni gelati, la malattia, la solitudine, un fratello alcolizzato. C’erano i libri del padre, la letteratura romantica e gotica, gli studi… ma è materiale sufficiente? In molti fantasticano su un amore inopportuno (forse per questo nel 1835 lasciò brevemente Haworth ammalandosi di nostalgia?), altri indagano su una voce ricorrente e inevitabile: quella del rapporto con il fratello Branwell. C’è chi dice che lei e Branwell siano Cathy e Heathcliff, e chi persino - con un’avversione atavica al talento femminile - attribuisce il libro a lui. Di tutto questo non c’è alcuna prova, e Emily resta nascosta dalla nebbia delle heights.
E dalla sua fantasia. È proprio lì, nelle storie fantastiche, create, scritte e immaginate con i suoi fratelli, che probabilmente è contenuto il suo mistero…






