La differenza tra rinunciare e accettare – Bookclub Flâneuse #9
La disillusione non è il contrario della felicità, ma il contrario dell’idealizzazione. Terzo approfondimento su Middlemarch di George Eliot
Care e cari,
ieri abbiamo chiuso il nostro percorso dedicato a Middlemarch di George Eliot. E questo è il terzo e ultimo approfondimento dedicato al nostro Bookclub su questo libro. Potete recuperare i due precedenti approfondimenti a questi link:
Come spesso accade con i grandi libri, abbiamo finito per parlare molto meno del romanzo di quanto avessimo immaginato e molto più di noi stesse. Più sotto trovate la registrazione dell’incontro e alcune domande da portare con voi durante l’estate.
La prima parte dell’incontro è stata dedicata al libro. Abbiamo ripercorso le storie di Dorothea, Lydgate, Rosamond, Mary Garth e degli altri abitanti di Middlemarch, cercando di capire perché questo romanzo, scritto oltre centocinquant’anni fa, continui a parlarci con una precisione quasi imbarazzante. Abbiamo riflettuto sulle aspettative che riponiamo nell’amore, sul desiderio di sentirci speciali, sul rapporto tra ideali e compromessi, e su quella domanda che attraversa tutto il romanzo: come si diventa adulti senza tradire completamente se stessi?
Nella seconda parte della serata ho proposto invece un dialogo socratico, una pratica filosofica che non serve a trovare risposte giuste o sbagliate, ma a esplorare insieme una domanda esistenziale attraverso l’ascolto reciproco, l’esperienza personale e il confronto.
Il tema che abbiamo scelto è stato quello della disillusione.
Una scelta quasi inevitabile dopo aver letto Middlemarch, che forse è uno dei più grandi romanzi mai scritti sulle illusioni e sulle disillusioni della vita adulta.






